Merlot Igt del Veneto

 



 

Area di produzione
La zona di produzione del Merlot IGT del Veneto si estende nei Comuni di Strà, Vigonovo, Dolo, Campagna Lupia, Camponogara, Mira, Fossò, Noale, Pianiga, Spinea, Martellago, Mirano, Fiesso d’Artico, Campolongo Maggiore.

Ambito agricolo di interesse moderato:
paesaggio agrario dei territori di bonifica
storica


Denominazione
Per tale tipo di prodotto la denominazione “Merlot IGT” viene riservata solamente ai vini provenienti da uve di vitigni costituiti per il 100% da Merlot.

Particolarità ambientale
La zona di produzione è caratterizzata da terreni tendenzialmente a medio impasto sciolti, con falda a 40 metri. La piovosità media annua è di circa 600-700 mm, con un’umidità media. La temperatura media dei mesi più caldi è di circa 20 C°, quella dei mesi più freddi -1 e +1 C°.

Profilo merceologico e caratteristiche
al consumo
Il vino presenta un grado alcolico naturale di 11°, un’acidità totale di 5,5 in acido tartarico.
Colore: rosso rubino;
Odore: vinoso piacevolmente intenso caratteristico;
Sapore: morbido, armonico e pieno.

Abbinamenti
È consigliato per arrosti di carni bianche e rosse; pollame e se di buona annata pure per la cacciagione. Stappare 1-2 ore prima e servire a temperatura ambiente di 18-20 C°

Storia e tradizione
Nella storia dei vini prodotti nell’area del Brenta, ambiente tra i più suggestivi e attraenti del Veneto, si rileva come già dall’epoca romana gli antichi scrittori (Marziale, Plinio) segnalarono la gran cura che vi era per la coltivazione della vite e come la dolcezza del vino della “Venezia” (Livio) fosse nota anche alle popolazioni barbariche. Nel 1200 le viti maggiormente coltivate erano le “schiave” e le “garganeghe” tuttavia la produzione locale cominciò a fiorire quando i nobili scoprirono la grande vocazione per le ville di campagna e le terre coltivate. Esiste una suggestiva stampa settecentesca che illustra il commercio del vino lungo il Naviglio del Brenta; vi è raffigurata una barca che trasporta delle botti di vino nei pressi della “pallada” del Moranzano, dove doveva pagarsi il dazio prima di inoltrarsi verso Venezia. Alla fine dell’Ottocento si andavano sostituendo a qualsiasi altro tipo, i vitigni di uva forti, come la “rabosa” e la “corbinella”, perché erano le più risparmiate dalla crittogama. Sempre in questo periodo, e precisamente nel 1894 si assiste alla fondazione di una Cantina sociale a Strà, e con essa si diffuse la coltivazione di nuovi vitigni quali: Merlot, Cabernet e Raboso Veronese.

Tecnica produttiva
Viene coltivato generalmente su terreni con pacciamatura senza lavorazioni interfilare.
Il sistema di allevamento è a sylvoz. La potatura tradizionale ad archetti. Durante l’anno vengono effettuati i trattamenti guidati a base di prodotti rameici nonché trattamenti consentiti per le aziende che aderiscono al sistema biologico. Il periodo di raccolta manuale si effettua dal 20 settembre ai primi di ottobre. La resa media si attesta intorno ai 110-120 quintali/ha.
La produzione del mosto avviene tramite pigiatura-diraspatura. La fermentazione con macerazione carbonica avviene mediante l’uso di lieviti selezionati ed enzimi. Vengono effettuati rimontaggi programmati attraverso vinificatori a temperatura controllata. Successiva svinatura con pulizia del mosto vino tramite centrifugazione. Viene effettuata la chiarificazione e filtrazione. Il vino può essere venduto sfuso e imbottigliato (750cl).