Miele di barena

 

Area di produzione
Tale prodotto è tipico dei comuni della gronda lagunare dove è presente la barena che confina con l’acqua salmastra. Le barene sono definibili come delle terre emerse a ridosso e all’interno della laguna. Sono soggette a continue erosioni dovute al moto ondoso sempre più frequente nella laguna di Venezia. Le barene sono anche soggette ad allagamenti dovuti alle alte maree.
Il genere di fiore da cui deriva il miele è Limonium specie vulgare, appartenente alla fam. delle Plumbaginaceae – chiamato in gergo “fiorella di barena”. La sua fioritura avviene tra fine giugno-primi di luglio e la metà di settembre.

Ambito agricolo e paesaggio diversificati al variare dell’area di appartenenza dei Comuni

Particolarità ambientale
Il clima, con piovosità media di 800 mm annui, è soggetto all’influsso climatico della vicinanza del mare sia per quanto riguarda i venti dominanti bora e scirocco sia per le temperature più miti in inverno rispetto all’entroterra. Temperature medie che normalmente in inverno sono intorno allo 0°C e che in estate mediamente si attestano sui 28°C.
Il continuo degrado delle barene, dovuto sia al moto ondoso che agli scarsi interventi di salvaguardia e manutenzione, rende sempre più rare le zone in cui le caratteristiche piante di Limonium si sviluppano. Tali piante sono inoltre soggette a frequenti raccolte durante la fioritura soprattutto a scopi ornamentali.

Profilo merceologico e caratteristiche
al consumo
Viene commercializzato in vasetti di vetro, normalmente da 1 kg, chiusi con tappi ermetici che soddisfano i requisiti di legge.

Storia e tradizione
La produzione del miele di barena risale già alla fine dell’Ottocento e i primi segni documentati di tale produzione si hanno agli inizi del Novecento con la foto pubblicata sulla rivista “L’apicoltore moderno” del 1938. Tale foto, spedita da un apicoltore, mostra lo spostamento delle arnie a causa dell’allagamento delle barene.

Tecnica produttiva
Le arnie, o sono già stanziali, oppure vengono portate sul posto dagli apicoltori, in particolare a ridosso degli argini della barena; il periodo in cui le arnie vengono portate presso gli argini è la metà di luglio. In passato le arnie si posizionavano direttamente in barena, mentre oggi vengono posizionate ai margini delle barene. Le api non sono distratte da altri fiori e quindi visitano specificatamente il Limonium nel periodo in cui è massima la fioritura fino a esaurimento della stessa.
Le api visitano i fiori, raccolgono il nettare, lo elaborano mediante enzimi particolari e producono il miele che viene raccolto nelle cellette dei favi. Quando il miele è maturo e le cellette piene, queste vengono chiuse con uno strato di cera chiamato opercolo.
Terminata la fioritura si estraggono i telaini con il miele, presenti nel melario, che è la parte superiore aggiunta dell’arnia, e si procede alla smielatura in sede aziendale. Viene tolto l’opercolo, il telaio viene messo nello smielatore e per forza centrifuga si estrae il miele. Successivamente si attua una filtrazione e il miele viene poi messo in fusti di acciaio inox e lasciato a riposo per 30-40 giorni. Dopo questo periodo viene invasettato senza subire nessun tipo di trattamento.
La produzione di polline e pappa reale non è particolarmente interessante ai fini commerciali.

Disponibilità e mercato
È prevalente la vendita diretta in sede aziendale. Le produzioni annue sono aleatorie in quanto risentono fortemente delle condizioni climatiche prima e durante la fioritura. Condizioni di elevata temperatura e scarsità di pioggia possono compromettere in modo consistente la produzione annua. Mediamente comunque si possono ottenere produzioni medie per alveare di 8-10 kg/anno. Non sono oggi disponibili statistiche sulle produzioni medie annue di tale prodotto nella provincia.

Caratteristiche nutrizionali
Tale miele ha propietà energetiche ed è ricco di sostanze minerali oltre che di altre sostanze attive ed enzimi. Ha proprietà balsamiche ed è ottimo per le vie respiratorie.

Composizione media
Acqua 17%
Glucidi 80%
Altre sost. 3%
Sali da 0,02 a 1% (di cui 3/4 è potassio)