Raboso IGT del Veneto

Categoria: 
Prodotti tipici

Area di produzione
La zona di produzione di tale Raboso IGT del Veneto si estende nei comuni di Cona e Cavarzere per la provincia di Venezia e anche su alcuni comuni della provincia di Padova. La superficie totale coltivata è di circa 25 ha.

Ambito agricolo di primario interesse:
paesaggio della monocoltura intensiva
in territori di bonifica


Denominazione
Per tale tipo di prodotto la denominazione “Raboso IGT” viene riservata solamente ai vini provenienti da uve di vitigni costituiti per il 100% dal Raboso Piave.

Particolarità ambientale
La zona di produzione è caratterizzata da terreni argillosi-medio impasto, pesanti, con falda bassa. La piovosità media annua è intorno ai 600-650 mm, e un’umidità media. La temperatura media dei mesi più caldi è di circa 20 C°, quella dei mesi più freddi -1 e +1C°.

Profilo merceologico e caratteristiche
al consumo
Il vino presenta un grado alcolico naturale di 10°, un’acidità elevata circa 10-11% in acido tartarico, un estratto secco di 20-22 per mille.
Colore: rosso rubino carico o rosato, tende al violetto;
Odore: vinoso con caratteristico sentore di Marasca con l’invecchiamento;
Sapore: secco, sapido giustamente tannico, austero.
Il raboso si presta anche a correggere altri vini nella fase di fermentazione e nella fasi successive per le sue caratteristiche di acidità, contenuto in tannini e corposità.
Viene commercializzato in bottiglie da 750 cl., con tappo in sughero ed etichetta a termini di legge.

Abbinamenti
Da giovane è vino da antipasti all’italiana a base di carne di maiale, (affettati, spiedini di pancetta affumicata e peperoni, crostini di lardo). Si sposa bene con i piatti rustici tipici di ogni regione, grazie alla sua acidità. Invecchiato in botti di rovere o in barriques è ottimo con gli intingoli di carni bianche e rosse, soprattutto selvaggina (lepre, fagiano o faraona in salmì o con la salsa peverada). È ideale anche con formaggi stagionati e altri formaggi tipici regionali particolarmente piccanti. Se bevuto giovane va servito alla temperatura di 14-16 C°; se invecchiato va servito alla temperatura di 18-20 C°.

Storia e tradizione
La vite nella zona viene coltivata fino dalla fine dell’Ottocento e primi del Novecento. È possibile dimostrare la presenza del vitigno Raboso e la produzione di vino da quarant’anni tramite i registri dei conferimenti presso la Cantina sociale di Cona e Cavarzere.

Tecnica produttiva
Viene coltivato generalmente su terreni non inerbiti, con un sistema di allevamento a spalliera sylvoz. La potatura tradizionale tende a mantenere la forma speronata. Durante l’anno vengono effettuati circa 10 trattamenti a base di prodotti rameici. Il periodo di raccolta generalmente tardiva si effettua a metà ottobre.
La produzione del mosto avviene tramite pigiatura-diraspatura, eventualmente con separazione delle vinacce. La fermentazione può essere in bianco, rossa, e rossissima.
Vengono effettuati i rimontaggi ogni 12-14 ore per 3-4 giorni per il rosso, rimontaggi ogni 12-14 ore per 6-7 giorni per il rossissimo. Per quanto concerne i travasi, il primo avviene dopo 7-8 giorni dalla svinatura e il secondo avviene dopo 5-6 giorni. Può essere fatta anche una centrifugazione dopo il secondo travaso. Successivamente si effettua la chiarificazione a base di bentonite, gelatina e caseinato. L’imbottigliamento viene fatto con sistemi tradizionali dopo accurata preparazione.

Disponibilità e mercato
Viene comunemente commercializzato nel nord Italia, il mercato straniero tende a non decollare. L’uva è ricercata per il succo d’uva anche in Germania.